Possiamo prescrivere i test genetici, tipo cariotipo, sempre più richiesti nell’ambito della PMA?
Cara Collega,
A riguardo del quesito che ci poni, ti inviamo quanto riportato nel numero 246 di FIMGTONOTIZIE in cui abbiamo trattato il problema della prescrizione dei test genetici. Ti alleghiamo anche la Circolare esplicativa del ministero della Salute del 25.03.2016. Pur con l’entrata in vigore del nuovo Nomenclatore Tariffario il quale fa specifico richiamo al DPCM 12.01.2017, ci risulta che a tutt’oggi i vincoli prescrittivi restino ancora validi. Attendiamo a tale proposito, indicazioni chiare da parte degli Uffici preposti della Regione Piemonte.
Allegato – Circolare esplicativa del ministero della Salute del 25.03.2016
Ecco il testo estratto da FIMMGTO Notizie 246
La richiesta di test genetici è a carico degli specialisti autorizzati e non del medico di famiglia. Solo in caso di proposte circostanziate provenienti da specialisti privati o comunque non dotati di possibilità di emettere ricetta e identificabili con n. iscrizione all’Ordine e C.F., è possibile per noi richiedere l’esame specificando gli estremi di riconoscimento del primo prescrittore.
Il riferimento è il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 gennaio 2017 “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502” o Decreto sui nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza). Tale Decreto, che ha sostituito il così detto Decreto Lorenzin, indica le prestazioni prescrivibili a carico del SSN e suggerisce in quali condizioni sia appropriata la prescrizione di alcuni accertamenti diagnostici (indicazioni di appropriatezza), ma soprattutto stabilisce quali siano le prestazioni che, per essere erogate al cittadino a carico del Sistema Sanitario Nazionale, debbono rispondere a modalità prescrittive particolari (criteri di erogabilità). Il Decreto prevede che in tutti i casi in cui per la prestazione richiesta sia necessaria la prescrizione del Medico specialista (casi in cui nel Decreto figura l’indicazione “a seguito di visita specialistica”, “su prescrizione specialistica e “prescrivibile dallo specialista”), lo stesso deve procedere alla prescrizione diretta indicando il quesito diagnostico e tenendo conto dei contenuti del decreto nell’ambito della buona pratica clinica. Nel caso in cui il Medico specialista non sia abilitato alla prescrizione diretta, prescriverà la prestazione su ricetta bianca, curando che siano indicati i propri identificativi (codice fiscale e numero di iscrizione all’Ordine professionale) e motivandola con riferimento alle condizioni di erogabilità. Tale prestazione potrà, a questa condizioni, essere trascritta dal Medico di Medicina Generale su ricetta dematerializzata, barrando la casella “S” (suggerita) e riportando i riferimenti del Medico induttore.
Di seguito l’elenco di esami, previsti dal Decreto come di competenza specialistica, di più frequente utilizzo.
Prestazioni che richiedono prescrizione specialistica
– Tutte le prestazioni di tipo genetico o citogenetico
– Test epicutanei o intracutanei nel sospetto di paziente allergico
– IgE specifiche allergologiche
– CA 19-9: su prescrizione specialistica a completamento diagnostico in situazioni nelle quali altri accertamenti, in particolare “imaging” indichino la presenza di neoplasia
– Tomoscintigrafia Miocardica (PET) di perfusione a riposo e dopo stimolo
– Tomoscintigrafia Cerebrale
– Tomoscintigrafia Globale Corporea

