Gentilissimi colleghi FIMMG,
Ho una giovane paziente che ha subito un trapianto di fegato per cirrosi biliare primitiva.
Alla dimissione le hanno rilasciato il certificato di malattia senza nessuna agevolazione (la domanda di invalidità è stata inviata ma, in considerazione dei tempi necessari per il riconoscimento, l’agevolazione “patologia connessa all’invalidità riconosciuta” non può essere biffata). Posso biffare, nel certificato di temporanea incapacità lavorativa da me poi rilasciato, l’opzione terapia salvavita? Inoltre, in quel caso, deve rispettare o meno gli orari di reperibilità (dall’Inps ho ricevuto notizie contrastanti)?

Cara Collega,
il problema “terapia salvavita” è trattato in documenti INPS e in pareri dell’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) a proposito delle condizioni di utilizzo di questa opzione nei certificati.
In sostanza la certificazione dei giorni di assenza, dovuti all’effettuazione delle terapie salvavita e le assenze correlate agli effetti collaterali di quest’ultime, può essere effettuata anche dal medico di medicina generale qualora vi sia una documentazione rilasciata dalla medicina legale della ASL o da struttura sanitaria pubblica nella quale sia definito il quadro patologico.
Nel certificato è necessario fare preciso riferimento alla terapia che il proprio assistito sta seguendo oppure agli effetti collaterali conseguenti all’effettuazione del trattamento.
La condizione di “terapia salvavita” esonera l’assistito dal rispetto delle fasce di reperibilità.