Regolamento sanitario internazionale, l’Oms:”Nessuna imposizione, Stati autonomi”
“Il Regolamento sanitario internazionale, i suoi emendamenti e l’Accordo sulle pandemie sono stati tutti proposti, negoziati e adottati dai nostri Stati membri”, perché “è così che funziona l’Oms: appartiene ai Paesi, a tutti i 194 Stati membri”. Inoltre, “l’Organizzazione mondiale della sanità non ha l’autorità di dire ai Paesi cosa fare. Non possiamo imporre divieti di viaggio, lockdown, obblighi vaccinali o qualsiasi altro tipo di misura. Né cerchiamo di farlo. Questo è chiaramente stabilito nel nostro documento fondativo, la Costituzione dell’Oms”. Lo ha precisato oggi Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’agenzia delle Nazioni Unite per la sanità, che nel periodico briefing con la stampa ha voluto “spendere qualche parola sulle recenti affermazioni riguardanti l’Oms, l’Accordo pandemico e gli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale” rigettati per esempio dall’Italia, così come dagli Usa.
“Il nostro compito – ha spiegato il numero uno dell’agenzia ginevrina – è fornire raccomandazioni e linee guida basate sull’evidenza e supportare i Paesi nella protezione e nel miglioramento della salute delle loro popolazioni. Ma come e se i Paesi implementeranno tali raccomandazioni è sempre stato e sempre dipenderà da loro, in base alle loro linee guida e norme nazionali. Questo vale per tutto ciò che facciamo – ha puntualizzato il Dg – che si tratti di linee guida per smettere di fumare, di una migliore alimentazione o di prevenire e affrontare le malattie”. Dunque “questo principio si applica anche al Regolamento sanitario internazionale”, tanto che “il nuovo Accordo sulle pandemie contiene una sezione dedicata che lo specifica chiaramente: l’articolo 22”.
Il direttore generale dell’Oms ci ha tenuto a chiarire anche un altro punto: “Disponiamo di un quadro molto chiaro e completo per tutelarci dall’indebita influenza delle case farmaceutiche e di altre entità del settore privato. Certo, collaboriamo con loro come dovremmo fare, ma disponiamo di garanzie molto chiare sviluppate con i nostri Stati membri”.
Fonte Adnkronos

