Cari Colleghi,
prima di tutto congratulazioni a tutti! La volata finale per concludere la prima fase di realizzazione delle nostre 78 AFT ha visto un grande impegno da parte della nostra categoria con ottimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti, anche di chi ha cercato di soffiare contro in tutti questi mesi.
L’infrastruttura è fatta, ora va costruita l’assistenza reale con l’introduzione dei medici di continuità assistenziale e la definizione dell’attività oraria, su cui la Regione ha iniziato a lavorare proprio in queste settimane e che ci vedrà impegnati per le prossime. La stessa Regione che, dopo un po’ di pressing, ha anche informato le ASL rispetto alla riformulazione del nostro cedolino nel quale dovremo aspettarci, spero senza ritardi o errori, un’ulteriore evidenza che le AFT esistono davvero.
Nel frattempo, non dobbiamo distrarci rispetto al mondo che ci circonda e alle tante innovazioni, non sempre favorevoli, che il mondo digitale ci offre. È il caso del nuovo certificato introduttivo telematico di invalidità, in arrivo dal 1° marzo, la cui compilazione è un’attività che – è bene ricordarlo – non rientra tra i compiti convenzionali e su cui non esiste una negoziazione, ma che come attività libero-professionale coinvolge molti medici di famiglia, in virtù della conoscenza che abbiamo del paziente. La maggiore complessità di questo certificato ci preoccupa ma ancor di più ci impegna a cercare soluzioni e strumenti di supporto per i medici di medicina generale. L’articolo che segue è un primo approfondimento sul tema ma sicuramente diventerà un filone che seguiremo strettamente nei prossimi mesi di sperimentazione che l’INPS ha voluto calare nella nostra provincia.
Un saluto a tutti,
Alessandro Dabbene
Segretario Provinciale

