Cara/o Collega,
probabilmente lo hai già saputo ma voglio comunque introdurre la newsletter di questo mese con una bella notizia: abbiamo già firmato l’ACN 2025!  Un solo mese dall’annuncio di apertura delle trattative, quattro incontri e la firma. Come è stato possibile? Sicuramente ha aiutato la ridotta richiesta da parte pubblica di variazioni normative, con l’auspicio di un’immediata riapertura delle trattative per un ACN 2026 di maggiore impatto. Ma la discussione sulla parte economica, vera protagonista della trattativa, non è stata semplice né priva di rischi e posso affermare che il risultato finale è stato più che soddisfacente.

Portiamo a casa un incremento del 5,78% dei compensi nazionali, pari a 4,38 € di quota capitaria e 1,21 € di quota oraria, riferiti al triennio economico 2022-2024. Entrambe queste quote saranno corrisposte interamente come arretrati dal 1° gennaio 2024, quindi per l’intero 2024 e 2025 e per i primi mesi del 2026. Per il 2022 e 2023 gli arretrati saranno meno sostanziosi, essendo riferiti all’indennità di vacatio contrattuale. Questi arretrati saranno corrisposti, dice la norma, entro 60 giorni dall’entrata in vigore dell’ACN che nelle prossime settimane affronterà una serie di passaggi per l’approvazione dei ministeri e della Corte dei conti. Se, come avvenuto nel 2024, basteranno due mesi, la conferenza delle regioni renderà vigente l’ACN a gennaio e nei mesi successivi saranno corrisposti gli arretrati.

Dall’entrata in vigore dell’ACN la quota capitaria e quella oraria saranno poi assegnate secondo lo schema per cui una parte farà riferimento alla quota fissa e una parte a quella variabile. Per l’attività oraria questa è una novità, diversamente dalla medicina di famiglia.
Vediamo nel dettaglio cosa accadrà: la quota capitaria fissa aumenterà di 3,06 € all’anno, passando quindi a 45,20 €, mentre quella oraria aumenterà di 0,85 €, passando quindi a 25,10 €. Questo aumento rappresenta il 70% dell’incremento; il restante 30%, pari a 1,32 di quota capitaria e 0,36 di quota variabile, sarà corrisposto a fronte del raggiungimento di obiettivi di AFT sulla base di Accordi Regionali. Un aspetto innovativo, degno di attenzione, è che questa parte variabile costituirà un fondo che, nel caso in cui tale quota non venga completamente spesa, sarà arricchito da tale residuo per l’anno successivo, per ulteriori progettualità.

Il compito di FIMMG Torino e FIMMG Piemonte è quindi ora arrivare al più presto all’Accordo Regionale per gli obiettivi di AFT, al fine di preservare da subito l’intera quota. Questo obiettivo si inserisce in una stagione davvero intensa per tutti noi, con l’avvio delle AFT che vedono la luce rappresentando un impegno importante ma che darà presto i suoi frutti in termini di migliore organizzazione e migliore assistenza.

Un saluto e a presto,

Alessandro Dabbene
Segretario Provinciale FIMMG Torino

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