
Cari Colleghi,
per questa Newsletter i temi “caldi” da affrontare che avevamo programmato erano le Case della Comunità e gli arretrati. Senonché giovedì scorso il Ministro ha presentato, inaspettatamente, una nuova bozza di progetto di riforma della Medicina Generale che ha richiamato tutta la nostra attenzione. Troverete una scheda su CdC e arretrati nel “facciamo chiarezza” a seguire ma ora la domanda a cui provo a rispondere è: cosa sta succedendo?
Il Ministro Schillaci, per la prima volta, non ha condiviso con nessuno le sue intenzioni e questo è l’aspetto più preoccupante: in assenza di confronto e condivisione, qualsiasi nuova norma non può che provocare danni anziché soluzioni. E quando dico nessuno non mi riferisco solo a FIMMG e alle Organizzazioni Sindacali ma anche a Regioni e Parlamentari, come dimostra l’ondata di proteste che la proposta sta ricevendo. Ad oggi parliamo di uno schema (poche slides) relative a un prossimo decreto urgente “al fine di garantire la piena operatività delle case di comunità” che da un lato confermerebbe la convenzione come “modello ordinario della medicina generale e della pediatria di libera scelta” (seppur pesantemente ristrutturata inserendo tra gli obblighi la partecipazione all’attività delle CdC), dall’altro introduce la “dipendenza selettiva”, “programmata e non generalizzata” e “volontaria” per chi verrà assunto al fine di operare esclusivamente nelle Case della Comunità (compresa la continuità assistenziale notturna, festiva e prefestiva) purché sia già convenzionato come MMG e possegga anche una specializzazione universitaria (perché diversamente l’assunzione non può aver luogo).
Già queste poche parole delineano uno scenario impossibile. Ma lo schema dice anche che questa selettività opera “in una prima fase” per una successiva “eventuale estensione progressiva del modello”. Una proposta di questo genere è talmente pasticciata che, se non sarà ritirata, comporterà un serio problema per l’equilibrio dell’intero sistema, un equilibrio già precario oggi ma che con la graduale applicazione della nuova convenzione e con l’auspicato aumento delle risorse umane nei prossimi anni darà già soluzione ai noti problemi del territorio. La strada maestra è sempre la contrattazione, non i diktat unilaterali. Lo dimostra anche la recente richiesta di aiuto per l’avvio delle CdC da parte della nostra Regione, a cui abbiamo risposto nonostante la fretta e l’incertezza. Abbiamo avviato un tavolo regionale e ci stiamo confrontando quasi settimanalmente con tutte e quattro le ASL della nostra Provincia al fine di partire nelle migliori condizioni possibili già dal mese di maggio. Un duro lavoro che rischia di essere vanificato da chi probabilmente non riconosce la nostra capacità di risolvere i problemi.
Vi lascio con il link ai comunicati FIMMG https://fimmg.org/it/Archivio
Alessandro Dabbene
Segretario Provinciale FIMMG Torino

